​​Il trattamento psicoterapeutico non costituisce soltanto un’attività psicologica svolta insieme da due persone attorno a una cosa e un compito comuni; non è soltanto un servizio o una prestazione; ma è anche un ininterrotto reciproco contatto comunicativo, una continua interazione, ed è ciò che rappresenta il fattore decisivo di qualsiasi trattamento psicoterapeutico.

[…] Ogni psicoterapia correttamente intesa non è altro che un’opera di appacificamento dell’uomo con se stesso e conseguentemente con il mondo, è opera di trasformazione dell’inimicizia con se stesso in amicizia con se stesso e pertanto con il mondo.

 

(Per un’antropologia fenomenologica, Ludwig Binswanger)

 

Il dispositivo terapeutico, qualunque esso sia, è innanzi tutto un certo tipo di situazione. Essere coscienti della maniera in cui la situazione ha un impatto su di noi è anche un modo per comprendere meglio l'impatto che certe situazioni hanno avuto su di noi nel corso della nostra storia. Essere coscienti della maniera in cui possiamo essere creatori o co-creatori di situazioni nel qui e ora, è ugualmente un modo di ripristinare o di rinforzare le nostre attitudini all'adattamento creativo.

 

(Il rivelarsi del sé nel contatto, Jean-Marie Robine)

 

La terapia è una forma che assume la vita: non solo un modo in cui la vita cerca di riparare e disintossicare se stessa, ma anche un tentativo di creare vita nuova; talvolta ci vuole un’intera esistenza per scoprire tutto il potenziale dei legami, le loro qualità e i loro usi possibili.

[…] La terapia è una sorta di action painting al rallentatore con le emozioni e i pensieri, dentro e fra le persone. Sono in gioco il sapore e la sensazione, ovvero la qualità della presenza personale. In terapia abbiamo l’occasione di rallentare le cose, di rimasticare momenti di ferita/rigenerazione, di assaporare e digerire in parte ciò che normalmente trangugiamo. E’ un’opportunità per esaminare, assorbire ed elaborare ciò che temiamo (spesso a ragione) possa esserci di annichilente nei legami che danno la vita. Un antico mistero che si rinnova in terapia consiste, viceversa, nell’imparare che subire certe forme di annichilimento può arricchire la vita.

 

(Legami danneggiati, Michael Eigen)

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